Visualizzazione post con etichetta Paperback Parlor. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Paperback Parlor. Mostra tutti i post

venerdì 21 febbraio 2020

Mamma.

- ... Mà
- Chloe? Chloe stai bene? Cosa è successo, ho visto le news di Philadelphia, lo sai c-
- Mà sto bene.
- ...
- ...
- Chloe cosa sta succedendo?
- Lo hai letto cosa è successo, perché me lo chiedi?
- Non mi riferisco a ieri, parlo della tua vita Chloe: cosa sta succedendo? Perché sono venuti proprio alla tua libreria?
- Mà Philadelphia è così, lo sai, mi hanno rubato il cellulare tre giorni dopo ch'ero arrivata e sono finita in una specie di incubo soltanto per aver fatto un giro in un maledettissimo Centro Commerciale qualche altro giorno dopo.
- Non mi prendere in giro C h l o e C o r e y. Non sono stupida, né io né quelli come loro: non fanno quello che hanno fatto se non c'è una ragione dietro, tiavevodettodinonmettertineiguaieditenereunbassoprofil-
- Mà, ti ho detto che STO B E N E. Adesso scusa, ma ho da fare.
- .

Era più facile quando aveva pochi anni sulle spalle esili, e l'unica preoccupazione era quella di non farsi beccar da Mamma a leggere uno dei suoi grossi libri proibiti prima di andare a dormire. Aveva il cuore galoppante in gola come adesso, neanche le avesse nascosto, già allora, chissà quale sporco inganno. Poi Lei arrivava, le passava una mano sulla fronte con la delicatezza di un incantesimo, e iniziava a cantare.


martedì 12 novembre 2019

Questione di contrasti.

Il tocco di Iago e' ruvido, la mano su cui Chloe può concentrare lo sguardo è grezza, mangiata dalle cicatrici sulle nocche e dai tatuaggi che raccontano una vita di strada, un passato tormentato; una rosa rossa e piena di spine e la scritta F U C K una lettera per dito. Ruvida la sua mano, rudi i suoi tatuaggi. Chloe scorre con gli occhi su questi come se ci tenesse a registrare il contrasto fra ciò che le restituisce il suo senso percettivo, e ciò che le restituisce quello tattile, e visivo. Per qualche motivo, tale contrasto, alla fine riesce a farla sorridere di un sorriso piccolo e morbido.

Chloe Corey ignora ancora il fatto che sia fatta di contrasti almeno tanto quanto Iago: non ha i tatuaggi, lei, ma sorride sotto una maschera ch'è rude e apatica e che s'illude di poter guardare attraverso i suoi stessi occhi azzurri, senza che dei suoi occhi vispi e curiosi Khymeia abbia effettivamente niente. Non ha i tatuaggi, ma quelli non servono quando di sé cerca di nasconder tutto, quando nel buio colpisce e ferisce - E' per un buon fine, quando agli occhi del nemico di turno non è concesso più di qualche istante di luce azzurra - E' giusto così. Sono fatti di contrasti tutti i Soldiers, tutti i Vigilanti, tutti quelli che l'han affiancata nella notte per strada e nel giorno fra quattro mura, proprio come adesso nella Paperback Parlor con Iago: Iago è uno di loro, Iago è Narcis, Iago le stringe la mano - Quelle mani hanno ferito, ucciso, sguazzato nel sangue - e crede alla fiducia di cui lei parla. 

« Che colore ha... Questa fiducia? »

Come i bambini con le favole - le favole dopo gli incubi peggiori, le favole per tornare a dormire - Iago chiede di più, cerca i colori. Non bada al fatto che son frutti anch'essi dei giusti contrasti.

« E' verde: verde bello, verde brillante.
Come te quando sei pienamente te stesso, sotto il sole. »
Bruciante come gli occhi di Chloe, per un attimo, nel prender coscienza di ciò.