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sabato 14 marzo 2020

Cento anni di solitudine.

Cento anni di solitudine in un secondo, in un soffio di vento, in un salto di fede: sono sufficienti a rendere grezzo un cuore ed estranea una mente.

Ma sono niente: niente se paragonati ad un solo secondo di dolore, di quel dolore, inflitto dalla certezza di una perdita irreversibile. Sono niente per una come Chloe Corey che a questo Mondo è spesso stata un po' estranea, fino al momento in cui ha varcato la soglia dell'Hub: I posti sono solo posti le ha detto Noel al momento giusto, in un abbraccio giusto, ma smettono di esserlo quando pieni, quando le pagine da vendicare diventano persone.

Le guarda da lontano, Chloe, le persone che riempiono la Sala Briefing al rientro di quella maledetta missione: rannicchiata in una di quelle sedie troppo grandi, veglia come il corvo imperiale senza nome che, in un momento non ben precisato, è giunto ad appollaiarsi sullo schienale della sua seduta, rivolgendole per un solo attimo gli occhi tondi e neri - con un senso di appartenenza. Ma non le appartiene, né le appartengono Loro: non le appartengono le pesanti lacrime di Galen Grace, né il sorriso nervoso di Iphigenia; non il silenzio di Randy, di Sidoine, neanche la rabbia di Jimmy, o il senso di colpa di Iago. Ora meno di sempre, le appartengono, ma ora più che mai s'illude: d'essere stoicamente più forte di tutto quel dolore, della disperazione che le vela gli occhi e che scava nel petto, delle ferite cui adesso non bada. Di poterle vendicare, di poterli vendicare Tutti.





« Illuditi, mia cara. Illuditi sempre e comunque. Anche quando io non sarò più qui a dirtelo, voglio che tu non smetta di illuderti di poter cambiare questo mondo. Hai tra le mani il potere di farlo. »

martedì 12 novembre 2019

Questione di contrasti.

Il tocco di Iago e' ruvido, la mano su cui Chloe può concentrare lo sguardo è grezza, mangiata dalle cicatrici sulle nocche e dai tatuaggi che raccontano una vita di strada, un passato tormentato; una rosa rossa e piena di spine e la scritta F U C K una lettera per dito. Ruvida la sua mano, rudi i suoi tatuaggi. Chloe scorre con gli occhi su questi come se ci tenesse a registrare il contrasto fra ciò che le restituisce il suo senso percettivo, e ciò che le restituisce quello tattile, e visivo. Per qualche motivo, tale contrasto, alla fine riesce a farla sorridere di un sorriso piccolo e morbido.

Chloe Corey ignora ancora il fatto che sia fatta di contrasti almeno tanto quanto Iago: non ha i tatuaggi, lei, ma sorride sotto una maschera ch'è rude e apatica e che s'illude di poter guardare attraverso i suoi stessi occhi azzurri, senza che dei suoi occhi vispi e curiosi Khymeia abbia effettivamente niente. Non ha i tatuaggi, ma quelli non servono quando di sé cerca di nasconder tutto, quando nel buio colpisce e ferisce - E' per un buon fine, quando agli occhi del nemico di turno non è concesso più di qualche istante di luce azzurra - E' giusto così. Sono fatti di contrasti tutti i Soldiers, tutti i Vigilanti, tutti quelli che l'han affiancata nella notte per strada e nel giorno fra quattro mura, proprio come adesso nella Paperback Parlor con Iago: Iago è uno di loro, Iago è Narcis, Iago le stringe la mano - Quelle mani hanno ferito, ucciso, sguazzato nel sangue - e crede alla fiducia di cui lei parla. 

« Che colore ha... Questa fiducia? »

Come i bambini con le favole - le favole dopo gli incubi peggiori, le favole per tornare a dormire - Iago chiede di più, cerca i colori. Non bada al fatto che son frutti anch'essi dei giusti contrasti.

« E' verde: verde bello, verde brillante.
Come te quando sei pienamente te stesso, sotto il sole. »
Bruciante come gli occhi di Chloe, per un attimo, nel prender coscienza di ciò.

lunedì 23 settembre 2019

« Sempre la più testarda della squadra. »


« Starai bene. Starete bene. »

domenica 23 giugno 2019

Inside out.

L’emozione è uno stato psichico affettivo breve ed intenso, che corrisponde alla reazione dell’organismo a percezioni o rappresentazioni che ne turbano l’equilibrio.

È ciò che dice la psicologia, è la definizione scientifica di entità non reali che dipendono dagli stimoli interni ed esterni. Ma le emozioni di Chloe Corey non lo sanno, e coesistono senza alternarsi per davvero.

C’è Amore. C'è Tristezza. C'è Paura. C'è Rabbia. C'è Sorpresa. C'è Gioia.

Amore per ora è bellissima. Splende di una luce ch’è folle, extraterrestre, e che quasi fa male; che scalda il cuore e i visceri fino quasi a bruciarli, senza farlo per davvero. È bellissima, ed inavvicinabile, e qualsiasi altra emozione quasi sparisce nel suo contesto quando vicina.

Tristezza e Paura vanno molto d’accordo e sono le uniche che riescono a tener testa ad Amore, per ora, anche se di rado. Di tanto in tanto litigano perché sono molto competitive e perché vorrebbero predominare, ma non son stupide: lo sanno che Amore è invincibile, devono stare assieme, devono collaborare se vogliono quantomeno competere. E così combinano gli sguardi storti dei Soldiers e le parole taglienti di Anomaly con la prospettiva d’un viaggio senza ritorno. E fantasticano sulla possibilità che un certo... Angelo Caduto possa smetter di volare: interviene Amore, il più delle volte, a sedarli.

Cazzo, Rabbia. Rabbia è irrequieta da assomigliar quasi a Paura, di recente. È una cosetta piccola piccola, ma si dimena e sbatte i pugni sulle pareti dello stomaco.
“Questa Fata dei miei stivali. Gentile e carina per forza? GLIELA DO IO LA GENTILEZZA LA PROSS-“
“Calma, Rabbia. Guardala. È ferita, è spezzata.” È Amore a parlare, è Amore ad accarezzar Rabbia, cercando di placarla.
“E ALLORA? PER TUTTI GLI DEI DI ASGARD, LA SQUADRA È A PEZZI, LU-MEI È MORTA E NOI ERAVAMO LÌ E POI ERAVAMO NEL BUIO E QUESTA SI PERMETTE A FAR LA VITTIMA CON N-“

“Shhhhhhhhhh!”
Sorpresa è quella più silenziosa, quella che ha l’aria più trasognata. Sta ora a guardare il momento in cui Miuls ha smesso di sbraitare e ha abbracciato Chloe, ora a guardare il momento in cui Redback ed Anomaly - a modo loro - han mostrato preoccupazione per la Sua sorte. Ha guardato almeno per un giorno sano la bellezza di Vance, e le sue cicatrici, e guarda spesso - molto spesso - Galen: ne ricorda l’intimità, mentre ne osserva il distacco; ne ricorda l’ardore, mentre ne contempla la tensione. Ed ha saltellato - coinvolgendo anche Gioia - quando Nameless ha riposto in Chloe tanta fiducia, più di quanto Lei si aspettasse. Infine c’è Gioia: Gioia è pura ed incontaminata e va d'accordo con tutte, al punto da riuscire ad ottenere un po' di spazio anche se son le altre a predominare. A Gioia piace fondamentalmente... chiunque: le piace Redback quando si piega e protesta per due dita in un punto debole, le piace Anomaly quando è francamente brutale; le piace Kam quando bacia Chloe all'improvviso, e le piace piaceva Galen quando diceva ch'è carina nel sorridere, carina nell'arrabbiarsi. Ha un debole per Effie, però, da quando l'ha vista ridere fino a non respirare per una impudica supposizione poi risultata falsa; e per Chrome, da quando ha parlato di squadra, e di come di questa squadra Chloe è ormai parte integrante. C'è stato un momento, però, in cui tutte hanno pericolosamente smesso di vivere.
In psicologia si parla di anaffettività quando vi è l'incapacità di provare emozioni o di esprimerle, che quindi restano represse. Inespresse.
Ma cosa ne sa la psicologia dei rituali, dei viaggi nello spazio e delle esperienze extracorporee. Cosa ne sa la psicologia di quel momento in cui due spiriti diventano uno, e le emozioni di due persone distanti anni luce si trovano a confrontarsi. Cosa... del momento in cui un solo spirito spezzato si ritrova a galleggiar nel vuoto, con il peso di sé e di ciò che resta dell'altro.

domenica 2 giugno 2019

Non c'è tempo.

Non c'è tempo di pensare alla prima volta che questi anfibi neri han superato l'ingresso dell'Hub, alla prima volta che han calpestato il suolo sotto terra, al primo, secondo, terzo piano interrato, proprio mentre un sorrisetto storto ed orgoglioso si faceva silenziosamente strada sul mio volto coperto. Alla prima volta che m'han condotta alla palestra piuttosto che in stanza, alla prima volta che ho interrotto chissà cosa in una stanza del Barracks che non era certamente la mia.

Non ho il tempo di pensare a Redback ed alle fiamme, ed alle macerie che sembravan l'avessero travolto, schiacciato. Alla sua suit in Spandex e agli ovali bianchi della sua maschera nel momento in cui è riapparso, alla sua sorpresa nel vedere il mio volto sotto quello di Khymeia.

Non c'è tempo di pensare a Giles Corey. Alle motivazioni che devono averlo spinto a fare ciò che ha fatto, e chissà che ha fatto. Al Syndicate, alla fama che ne è conseguita e ch'è ora indissolubilmente legata ai Corey. A dov'è adesso, Giles Corey.

Non ho il tempo di pensare ad Oberon. Alle sue parole inclementi, all'inesperienza, all'avventatezza, all'impudenza che m'ha attribuito il Re d'altri tempi. Al groppo di risentimento e saliva che ho mandato giù quando Galen Grace è tornato, con le viscere in brandelli, e s'è accasciato senza che riuscissi a sostenerlo. 

A quell'Ombra, a quel sorriso, a quel senso d'inadeguatezza di colpo mutato in terrore denso, capace d'appesantirmi e fermarmi il cuore.

Non c'è tem-

...

- Mà?
- Sì, scusa... non ho avuto tempo.