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domenica 19 aprile 2020

A thousand breaths.

La conferenza stampa del PPD viene mandata in onda sui telegiornali e nel web. Il video mostra la Detective Flamel in divisa, alle sue spalle la bandiera americana ed il logo del dipartimento.

Chloe non ha la maschera ma ha ancora la sua tenuta da strada addosso, davanti lo schermo acceso di una delle postazioni dell'area logistica dell'Hub. Fa da specchio alla "Detective Flamel" - ma è rannicchiata, alle sue spalle v'è solo una parete grigia e spoglia, nessuna bandiera, nessun logo. Il sergente Michael Noonan ha preso parte ad una di quelle sessioni di tiro all'aquila di cui lei e la Detective skater hanno discusso all'Underground, davanti una Redbull ed uno Jagerbomb: ricorda dell'esperimento alcolico che le ha bruciato l'esofago, ma sono gli occhi a bruciare adesso, e lei ha già il suo cellulare d'altri tempi fra le piccole mani guantate, con la schermata d'un nuovo SMS vuoto. I due agenti stanno bene, il gran quantitativo d'armi ed il mezzo della Fratellanza sono stati confiscati. Sgonfia il petto d'aria pesante ma la concentrazione scava ancora sulla pelle del viso; il cellulare vibra due volte, scandendo il ritmo della battaglia che nel petto incalza e che esita in un'esplosione violenta. Sotto la cenere altre fiamme che neanche i successivi mille respiri estingueranno, e la rabbia che la fa alzare e oscurare lo schermo della patacca che stringe fra le mani. 

« ...nel South Side, al fine d'intervenire contro il dilagante fenomeno delle Maschere illegali e quello recentemente rinato delle Fenici. »

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Messaggio inviato

venerdì 21 febbraio 2020

Mamma.

- ... Mà
- Chloe? Chloe stai bene? Cosa è successo, ho visto le news di Philadelphia, lo sai c-
- Mà sto bene.
- ...
- ...
- Chloe cosa sta succedendo?
- Lo hai letto cosa è successo, perché me lo chiedi?
- Non mi riferisco a ieri, parlo della tua vita Chloe: cosa sta succedendo? Perché sono venuti proprio alla tua libreria?
- Mà Philadelphia è così, lo sai, mi hanno rubato il cellulare tre giorni dopo ch'ero arrivata e sono finita in una specie di incubo soltanto per aver fatto un giro in un maledettissimo Centro Commerciale qualche altro giorno dopo.
- Non mi prendere in giro C h l o e C o r e y. Non sono stupida, né io né quelli come loro: non fanno quello che hanno fatto se non c'è una ragione dietro, tiavevodettodinonmettertineiguaieditenereunbassoprofil-
- Mà, ti ho detto che STO B E N E. Adesso scusa, ma ho da fare.
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Era più facile quando aveva pochi anni sulle spalle esili, e l'unica preoccupazione era quella di non farsi beccar da Mamma a leggere uno dei suoi grossi libri proibiti prima di andare a dormire. Aveva il cuore galoppante in gola come adesso, neanche le avesse nascosto, già allora, chissà quale sporco inganno. Poi Lei arrivava, le passava una mano sulla fronte con la delicatezza di un incantesimo, e iniziava a cantare.


sabato 23 novembre 2019

Spera.

Messaggio inviato

Tira un respiro di sollievo, ma il doppio nodo in gola che s'aspettava di non avvertire più è sempre lì. Il cellulare lo tiene in mano Chloe mentre pensa a come in fondo lo sapeva: sapeva che la presenza di Gary in città sarebbe stato un problema. Lo ha saputo con più certezza quando le ha detto - entusiasta, Gary è sempre entusiasta - di esser riuscito ad entrare in Polizia. Lo ha saputo quando lui ha iniziato a guardarla con quegli occhi, con quell'apprensione a piegargli l'espressione. Non sapeva che lo sarebbe stato però fino a questo punto: guarda lo schermo del suo cellulare datato, spera. Spera che ci creda. Spera che non faccia troppe domande. Spera che non avrà più di un doppio nodo in gola da nascondere a quegli occhi.

Messaggio inviato

Pigia sul tasto ormai consumato mentre s'aggira all'Hub: Nicholas non lo trova - è quasi vuoto, l'Hub, in questi giorni. Non ci mette molto a rispondere e neanche lei, ma alla fine del secondo messaggio ha già il viso accartocciato: cosa stia facendo se lo chiede spesso ma ora più forte, spera che stia bene come dice, spera di non averlo buttato giù. Spera anche che gli porti il cioccolato ed il burro di arachidi che ha detto. 

Messaggio inviato

Sfiata sul Communicator, si passa una mano fra i capelli, come se pettinarli con le dita potesse mettere in ordine la rabbia - la paura - la disperazione. Nonèverononèverononsaràquellochestopensando. Galen ha sempre le risposte e così quando il Communicator vibra spera, ha gli occhi svuotati ed il cuore in gola, pronti ad accogliere una rassicurazione. Non. Questa. Volta. Le dita sono più veloci ed esperte che mai quando risponde di getto: "No Galen no". Continua a ripeterlo, anche se non lo ha detto ad alta voce, ma Galen non ha la risposta giusta. No Galen no. No Galen no.

Messaggio inviato

"Rob". Cosa spera di ottenere, così gli dà speranza, se lo dice e dunque riprende a scrivere. Non può dargli speranza, gliene è rimasta giusto un briciolo ed ha da combattere pure con la sensazione che un briciolo è anche t r o p p o. E' suo fratello, glielo devo dire. Si stropiccia la faccia questa volta, l'espressione che vorrebbe camuffare - è bianca, stanca, smunta, non ha dormito. Guarda il cellulare, ha da sperar qualcosa di diverso: ha da sperare che risponda. Che stia bene. Fa che stia bene almeno lui, almeno adesso.

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- Sei più forte di tutto questo -

giovedì 10 ottobre 2019

Curare è meglio che prevenire.

Chloe Corey alla pioggia non bada mentre è seduta sulla sommità delle scale esterne che conducono al "The Underground". Il pub è chiuso da giorni - due, tre, quattro? Da quando Eldred s'è trovato ad affrontar da solo le conseguenze di una candela ch'ha fatto da miccia ad esplosioni in serie. Poteva chiamarmi lo ha pensato innumerevoli volte Doveva farsi portar da me altrettante, più delle candele che ha comprato al market vicino la libreria: quelle rosse sono sempre in offerta perché Natale è ancora lontano, ma non è per questo che lei le ha scelte. E' stata c o l p a sua è un nuovo pensiero, diverso da tutti gli altri perché sporco di rancore e non d'apprensione: per questo un po' si incazza ed un po' si sente in colpa, stropicciandosi la faccia, e battendo i piedi come una bambina. Poteva trovare un altro modo - Siamo la cosa più vicina ad una famiglia che ha - Ma lui è davvero la sua famiglia! Galen ci ha provato con tutte le sue forze e le sue armi a curarla - lo fa ogni volta, dal momento in cui l'ha vista infervorarsi per qualcosa che non s'aspettava, ma lei è cocciuta e lui glielo dice ogni volta che può, dunque in fondo lo sa: dovrebbe saperlo che Chloe Corey per guarire da quella delusione ha bisogno di tempo, di conviverci e di farsi male ancora.

Tanto. Poi. Rimedia. In un modo o nell'altro rimedia a tutto, se ne è convinta lo ha capito da un po', che a discapito di ciò che si dice lei è più brava a curare che a prevenire: non può prevenire il male degli altri e così lo cura, ma il suo non lo può curare da sola, e per questo... ha bisogno di tempo.